{"id":1441,"date":"2016-08-22T07:53:16","date_gmt":"2016-08-22T05:53:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lacasadelmelograno.it\/en\/2016\/08\/22\/vesuvio\/"},"modified":"2016-08-31T09:24:55","modified_gmt":"2016-08-31T07:24:55","slug":"vesuvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lacasadelmelograno.it\/en\/vesuvio\/","title":{"rendered":"Vesuvio"},"content":{"rendered":"<p class=\"itinerari\">Il <a href=\"\/vesuvio\/\" title=\"Vesuvio itinerario\">Vesuvio<\/a> \u00e8 il vulcano pi\u00f9 famoso della terra, l\u2019unico attivo dell\u2019Europa continentale ed \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 pericolosi poich\u00e9 il vasto territorio che si estende alle sue pendici ha visto la costruzione di case fino a 700 metri di altura. E\u2019 un tipico esempio di vulcano a recinto costituito da un cono esterno tronco, Monte Somma (1133 metri), con cinta craterica in gran parte demolita entro la quale si trova un cono pi\u00f9 piccolo rappresentato dal Vesuvio (1281 metri), separati da un avvallamento denominato Valle del Gigante, parte dell\u2019antica caldera, dove in seguito, presumibilmente durante l\u2019eruzione del 79 d.C., si form\u00f2 il Gran Cono o Vesuvio. La Valle del Gigante \u00e8 suddivisa a sua volta in Atrio del Cavallo ad ovest e Valle dell\u2019Inferno ad est. Il recinto del Somma \u00e8 ben conservato per tutta la sua parte settentrionale, infatti \u00e8 stato nei tempi storici meno esposto alla furia devastatrice del vulcano, perch\u00e9 riparato dall\u2019altezza della parete interna che ha impedito il deflusso di lave sulle sue pendici. I pendii, variamente degradanti, sono solcati da profondi valloni radiali prodotti dall\u2019erosione delle acque meteoriche. Le sue pareti dalla parte del cono si presentano a picco. Tutta la sezione \u00e8 poi disseminata di spuntoni e dicchi di roccia vulcanica scura. Il vecchio orlo craterico \u00e8 un susseguirsi di cime dette cognoli. Mentre l\u2019altezza del Somma ed il suo profilo si sono conservati uguali nei secoli, l\u2019altezza ed il profilo del Vesuvio hanno subito variazioni notevoli, a causa delle successive eruzioni, con innalzamenti ed abbassamenti. Il Vesuvio \u00e8 un caratteristico vulcano poligenico e misto, ossia costituito da lave di composizione chimica diversa (ad esempio trachiti, tefriti, leucititi) e formato sia da colate di lava sia da depositi piroclastici. Tutte le zone alle pendici della montagna sono da considerarsi formate da terreni trasportati da lave di fango che scendono dagli scoscesi pendii nelle stagioni piovose attraverso profondi e stretti valloni detti alvei o pi\u00f9 comunemente lagni. Gli alti argini sono formati da cumuli di scorie laviche, che precipitati allo stato incandescente e dilagati verso le basse pendici, si rivelano ora a causa del loro materiale fertile, ricco di silicio e potassio, preziosi per la vegetazione. Nelle giornate pi\u00f9 fredde la condensazione dei vapori rende visibili le fumarole presenti in numerosi punti della parete interna del cratere. Proseguendo lungo il bordo del cratere, guardando verso il mare si coglie l\u2019intera estensione della parte meridionale del vulcano e, in giornate con buona visibilit\u00e0, tutto il Golfo di <a href=\"\/napoli\/\" title=\"Napoli itinerario\">Napoli<\/a> dalla Penisola Sorrentina e <a href=\"\/capri\/\" title=\"Capri itinerario\">Capri<\/a> fino a Capo Miseno, Procida e <a href=\"\/ischia\/\" title=\"Ischia itinerario\">Ischia<\/a>. E\u2019 inevitabile notare anche la sconsiderata espansione urbanistica che risale lungo le pendici del vulcano.<\/p>\n<p>Le eruzioni<\/p>\n<p>L\u2019eruzione del 79 d.C.<\/p>\n<p>L\u2019eruzione inizi\u00f2 il 24 agosto del 79 d.C. verso mezzogiorno. La prima fase eruttiva fu caratterizzata da forti esplosioni freatomagmatiche. Dopo questa fase, esplosioni magmatiche si susseguirono fino al mattino del giorno seguente, alimentando una colonna costituita prevalentemente da gas, pomici e ceneri che si innalz\u00f2 fino a 30 chilometri. La parte alta della colonna si espanse, assumendo la forma della chioma di un pino, e fu spinta dai venti verso sud-est. Le particelle in essa contenute caddero al suolo, formando uno spesso strato di pomici che a <a href=\"\/pompei\/\" title=\"Pompei itinerario\">Pompei<\/a> e Oplonti raggiunse 2-3 m. di spessore. Parziali collassi della colonna eruttiva generarono flussi piroclastici che scorsero ad alta velocit\u00e0 lungo i fianchi del vulcano, raggiunsero e distrussero <a href=\"\/ercolano\/\" title=\"Ercolano itinerario\">Ercolano<\/a>. La citt\u00e0 di Pompei, molto pi\u00f9 lontana, non venne raggiunta e la maggior parte dei suoi abitanti sopravvisse. Durante le ultime ore della notte l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 eruttiva diminu\u00ec.<br \/>\nAlle prime ore del mattino dl 25 agosto, un\u2019esplosione freatomagmatica gener\u00f2 flussi piroclastici, turbolenti \u2013 i terribili \u201cbase-surge\u201d \u2013 che, viaggiando alla velocit\u00e0 di un uragano, scesero lungo le pendici del vulcano, devastarono le aree circostanti fino a distanze di 15 chilometri e causarono numerose vittime anche tra gli abitanti di Pompei che erano sopravvissuti alla prima fase dell\u2019eruzione. Nel corso della giornata la esplosioni diminuirono d\u2019intensit\u00e0 e, in serata cessarono del tutto, lasciando una grossa coltre di ceneri e pomici su un\u2019area vastissima. Le abbondanti piogge, provocate anche dall\u2019immissione nell\u2019atmosfera di enormi quantit\u00e0 di vapore e di particelle fini, mobilizzarono questo materiale, formando dense colate di fango che discesero dai fianchi del vulcano e dei rilievi appenninici lungo le valli, devastando ulteriormente il territorio dell\u2019area vesuviana.<\/p>\n<p>L\u2019eruzione del 1631<\/p>\n<p>L\u2019eruzione del 1631 \u00e8 stata la pi\u00f9 violenta e distruttiva della storia del Vesuvio nell\u2019ultimo millennio. Dopo un lungo periodo di quiescenza, circa 5 secoli, preceduto da una serie di fenomeni precursori, quali terremoti e sollevamenti del suolo, il vulcano si risvegli\u00f2 causando la morte di circa 6.000 persone e la devastazione di un\u2019area di quasi 500 Km.2<br \/>\nL\u2019eruzione inizi\u00f2 alle 7 del mattino del 16 dicembre, con la formazione di una colonna eruttiva di circa 15 Km., da cui cominciarono a cadere pomici e ceneri nell\u2019area a est del Vesuvio. Alle 10 del mattino del 17 dicembre, dal cratere centrale si generarono flussi piroclastici, nubi di gas cariche di frammenti di magma che, scorrendo a grande velocit\u00e0 lungo i fianchi occidentale e meridionale del vulcano, distrussero tutto ci\u00f2 che incontrarono nel loro cammino. Nella notte tra il 16 e il 17, e nel pomeriggio del 17, le abbondanti piogge mobilizzarono la copertura di ceneri incoerenti causando la formazione di colate di fango. Le colate scesero sia dai fianchi del vulcano, sia dalle pendici dei contrafforti appenninici a nord e nord-est.<br \/>\nLa fase parossistica dell\u2019eruzione dur\u00f2 tre giorni, suscitando un enorme panico tra la popolazione. Vi furono per le strade di Napoli confessioni pubbliche di peccati, accompagnate da straordinarie manifestazioni di penitenza, e furono organizzate processioni con la statua e il sangue di S. Gennaro, affinch\u00e9 il patrono placasse quella collera divina di cui l\u2019esplosione del Vesuvio sembrava l\u2019indubitabile segno.<br \/>\nIl conte di Monterrey, vicer\u00e9 di Napoli dal gennaio di quell\u2019anno, invi\u00f2 alcune navi a raccogliere i sopravvissuti di Torre del Greco e Torre Annunziata. Dopo qualche mese, profondamente turbato dall\u2019evento, fece apporre a Portici una lapide che esorta i posteri a non dimenticare la natura della montagna, e a riconoscere prontamente i precursori di un\u2019eruzione vulcanica.<\/p>\n<p>L\u2019eruzione del 1944<\/p>\n<p>Il 18 marzo del 1944, durante l\u2019occupazione delle truppe alleate, inizi\u00f2 l\u2019ultima eruzione del Vesuvio, che concluse un periodo di attivit\u00e0 cominciato nel 1914, durante il quale si erano verificate soltanto modeste eruzioni dal cratere centrale.<br \/>\nTra il 1914 e il 1944, le lave e le scorie prodotte dal vulcano avevano riempito il cratere, largo 720 m. e profondo 600 m., che si era formato durante la precedente eruzione del 1906.<br \/>\nUn conetto di scorie emergeva dal cratere.<br \/>\n13-17 marzo<br \/>\nIl conetto di scorie comincia a franare e l\u2019attivit\u00e0 sismica diviene pi\u00f9 intensa. Si forma e subito collassa un nuovo cono di scorie.<br \/>\n18 marzo<br \/>\nL\u2019eruzione inizia nel pomeriggio con lanci di scorie. Alle 16.30 una colata lavica tracima dalla parte settentrionale del cratere e raggiunge la Valle dell\u2019Inferno alle 22.30. Quasi contemporaneamente un\u2019altra colata trabocca dalla parte meridionale del cratere. Alle 23 si ha anche una fuoriuscita di lava dalla parte occidentale del cratere: la colata costeggia il binario della funicolare e interrompe la ferrovia.<br \/>\n19 marzo<br \/>\nAlle 11 la lava si riversa lungo il Fosso della Vetrana.<br \/>\n20 marzo<br \/>\nTra il pomeriggio e la notte, nuove colate tracimano dalla parte settentrionale del cratere. Tutta l\u2019attivit\u00e0 effusiva \u00e8 accompagnata da tremore sismico con ampiezza crescente fino a met\u00e0 della giornata.<br \/>\n21 marzo<br \/>\nLa colata meridionale si arresta a una quota di circa 300 m. sul livello del mare. Nella notte, la colata settentrionale raggiunge S. Sebastiano e Massa di Somma e si divide in due rami che avanzano in direzione di Cercola, da cui in serata distano circa 1,5 km. S. Sebastiano e Massa di Somma vengono evacuati e i 10.000 abitanti trasferiti a Portici. Intorno alle 17, iniziano a formarsi spettacolari fontane di lava, l\u2019ultima delle quali dura circa 5 ore e raggiunge un\u2019altezza di quasi 1.000 m. Frammenti di lava e ceneri spostati dai venti in quota, si depositano sulle aree sud-orientali del vulcano, tra Angri e Pagani. I frammenti pi\u00f9 piccoli raggiungono distanze di oltre 200 km. verso sud-est. Scorie fino a un chilogrammo di peso raggiungono l\u2019abitato di Poggiomarino, a circa 11 km. dal cratere. Grandi quantit\u00e0 di scorie ancora calde si accumulano sui fianchi del Gran Cono. Continua il tremore sismico, con massimi di ampiezza in coincidenza con l\u2019emissione delle fontane di lava.<br \/>\n22 marzo<br \/>\nVerso le 13 l\u2019eruzione raggiunge la massima intensit\u00e0. Una colonna di gas e cenere sale fino a un\u2019altezza di circa 6 km. La parte alta della colonna viene spinta dal vento verso sud-est, cenere e scorie cadono sui versanti sud-orientali del vulcano. Parziali collassi della colonna eruttiva formano piccoli flussi piroclastici che scorrono lungo i fianchi del cono. Un intenso tremore sismico accompagna tutta questa fase, durante la quale il cratere si allarga progressivamente.<br \/>\n23 marzo<br \/>\nUna serie di esplosioni sono causate dall\u2019ingresso di acqua nel condotto vulcanico e si verificano sciami di terremoti. Le esplosioni generano colonne di cenere, che vengono spinte dal vento verso sud-ovest, e piccoli flussi piroclastici scorrono lungo i fianchi del cono.<br \/>\n29 marzo<br \/>\nL\u2019eruzione termina. La morfologia dell\u2019area sommitale del cono risulta profondamente modificata con una nuova grande depressione craterica, la stessa visibile oggi.<br \/>\nL\u2019eruzione del \u2018 44, bench\u00e9 di energia moderata, caus\u00f2 la morte di alcune decine di persone per il crollo dei tetti e determin\u00f2 gravi danni a S. Sebastiano e Massa di Somma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vesuvio \u00e8 il vulcano pi\u00f9 famoso della terra, l\u2019unico attivo dell\u2019Europa continentale ed \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 pericolosi poich\u00e9 il vasto territorio che si estende&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1326,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"gallery","meta":{"footnotes":""},"categories":[48],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Vesuvio - BB Costiera Amalfitana - La Casa del Melograno<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lacasadelmelograno.it\/en\/vesuvio\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Vesuvio - 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